martedì 3 novembre 2009

Gruppo su Facebook "I DISEGNI DEI BAMBINI"

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Ieri ho creato un gruppo su Facebook, intitolato I DISEGNI DEI BAMBINI (collabora anche tu!) .

Ho creato questa pagina per il piacere di raggruppare i disegni di tutti i bambini e di qualsiasi età.
Io raccolgo da tempo quelli di mia figlia, e sono dell'idea che dentro i disegni dei piccoli ci sia un intero mondo.
Il loro punto di vista è tenerissimo e profondo. Osservando i loro lavori si possono intuire mille sfumature, alcuni sentimenti e situazioni dai colori inaspettati e divertenti.

Ho chiesto alle persone che vorranno essere membri del gruppo di inserire uno o più disegni, e magari una piccola didascalia per spiegarci il significato del lavoro, o il momento particolare in cui l'hanno fatto, e magari anche l'età del bimbo.
Non si devono preoccupare se a loro sembrano solo scarabocchi: sicuramente dietro ogni disegno pasticciato c'è un racconto, tutto da conoscere e apprezzare!

Per far parte del gruppo basta aggiungersi. Poi si possono caricare le foto dei disegni, o anche solo dare un'occhiata e/o commentarli. :-)
Ai bambini fa piacere sapere che qualcuno guarda i loro lavori ed esprime un pensiero!

Avete voglia di fare parte anche voi del gruppo e postare qualche disegno?

giovedì 29 ottobre 2009

Diario segreto di una "bambina bufa"

Non so se avete mai letto le vignette de l'omino bufo.
Io da piccola ne ho lette tantissime e ora, quando leggo cosa scrive mia figlia, mi viene da sorridere alla stessa maniera, o forse di più.

Qualche giorno fa, ha preso un vecchio diario, ci ha appiccicato sopra una copertina fatta da lei, ritagliando un foglio e scrivendoci su "Diario segreto". La cosa ha destato immediatamente uno stupore e una curiosità scoiattolesca in casa. Però lei ha chiesto espressamente di non venire a ficcanasare.

Per giorni l'abbiamo vista scrivere in ogni luogo, nascosta dietro un braccio, e io non so che avrei dato per rubarglielo di nascosto e scoprire i suoi segreti, ma l'ho rispettata.

Poi, un giorno, viaggiando in auto, ci ha chiesto se desideravamo sapere cosa aveva scritto. Tastando il terreno, abbiamo intuito che le avrebbe fatto piacere rivelarcelo, e d'accordo tutti, ci ha letto le pagine in questione.

Ora, io forse sarò troppo innamorata di questa figlia, ma ogni volta che leggo le cose che ha scritto mi viene da piangere e da ridere insieme. Perché a 5 anni io non posso chiedere di più di quello che le viene di fare: gli errori li correggeremo con il tempo, e i pensierini saranno forse più armoniosi, ma quello che scrive ha un senso pulito e tenero, ed è splendido leggere la vita attraverso due occhi così piccoli e sereni.

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N.B. Mi sono permessa di mettere le foto perché ormai questo diario l'ha abbandonato. Ha voluto farsene comprare uno nuovo, con lucchetto e chiavine, che tiene serratissimo sotto il cuscino (e quello non lo apro, lo giuro).

E visto che sono qua, metto anche il disegno che ha fatto dopo aver visto UP al cinema.
Per chi l'ha visto, questi sono in fila:
Kevin (il volatile gigante), Carl (il vecchio tenero e brontolone), Dug (il cane) e Russell (il ragazzotto esploratore).

Per chi ancora non l'ha visto... andate a vederlo, vi piacerà moltissimo.

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Kevin
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sabato 3 ottobre 2009

Fasi





È da tanto tempo che non aggiorno il blog.
Luna ha cominciato l'ultimo anno di asilo. Ha imparato nuove canzoni, legge e scrive correttamente, e dalla prossima settimana vorrebbe iniziare un corso di hip hop.
Io sto bene. Il prossimo anno cambieremo casa, e sto dando precedenza alle questioni pratiche che riguardano il cambio di vita (insieme alla liberatoria decisione di buttare via un po' di roba in vista del trasloco).

Mi dispiace non essere presente come vorrei, ma ci sono periodi in cui si vorrebbe comunicare al mondo tutto quello che si vive, e altri in cui ci sente più al sicuro in un bozzolo, in attesa di prendere il volo.

Ecco, sono solo un po' "bozzolata". :-)

Grazie a chi è passato di qui nel frattempo, lasciando commenti, impressioni, scrivendo mail o cercandomi su Facebook. Sono in debito.

martedì 8 settembre 2009

Monetina, a me!

Siamo entrati nel tunnel della monetina.
Qualche settimana fa, Luna ha trovato una monetina per terra, e l'ha messa felicemente tra le sue cose. La osservava a lungo, come se fosse una vera e propria apparizione. Mi ha chiesto se poteva vedere anche le mie, per confrontarle. Molto teneramente, le ho donato alcuni centesimi, dicendole di tenerli in un portafoglino tutto suo. Lo ha immediatamente preteso, per salvaguardare il nuovo tesoro.

Da lì, ha iniziato a collezionare centesimi, regalati qui e là, da noi, o parenti, resti della spesa, persino gettoni dell'autolavaggio, o delle giostre... È diventata quasi una fissa. Il portamonete è diventato troppo pesante e si è rotta la fodera. Così ha deciso che avrebbe protetto i suoi risparmi in un piccolo cofanetto di legno, come una vera e propria cassaforte.
Ogni giorno, rovescia le monete e le mette in fila, le sistema per colore, fa delle torri tutta soddisfatta, ma più di tutto, chiede insistentemente di pagare qualcosa.

Oggi pomeriggio andremo a farle tagliare i capelli e lei mi ha chiesto, armeggiando con occhi da furetto tutta la monetaglia, se poteva pagare lei.

"Quanto fa?"
"Credo venti euro."
"Venti euro... vediamo, dovrei averlo, lo cerco subito!"
"È una banconota, lì non ce l'hai amore, quello è venti centesimi."
"Allora quante monete servono?"

La cosa peggiore è doverle fare accettare che nonostante le sembri di avere un'infinità di soldi, bastano appena a comprare un vecchio dvd. E quando solleva una moneta tutta d'oro!, con sguardo trionfante e pieno di luce, bisogna spiegarle con delicatezza che con quella compra cinque caramelle gommose e non una bottiglia di vino per lo zio.

E soprattutto, che finiti quelli, non ritornano dal niente, neanche se li hai tenuti tanto tempo con cura.
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lunedì 7 settembre 2009

Cartoline

Non c'è, in realtà, un modo per affrontare meglio l'estate che se ne va. È una cosa che prende all'improvviso, come il freddo ai piedi la mattina, l'impellente bisogno di una trapuntina la notte, il mesto accorgersi della sempre più rada fioritura delle piante.
Bisogna arrendersi alla manica che copre la pelle, così come occorre pensare a difendere le piante sul balcone, trovare loro una posizione più protetta. E destinare tempo al cambio degli armadi, al lavaggio delle cose estive, comprare quaderni per la scuola, rabbrividire di fronte alla crescita del proprio figlio, a cui non entra un singolo capo della passata stagione autunnale. Tagliare i capelli, assaporare tisane al cardamomo e ginseng, infilare i piedi in scarpe chiuse, fare considerazioni sul buio che avanza sempre prima, iscriversi a un corso di ginnastica.

Quando si apre una nuova stagione, mi corre dentro sangue entusiasta.

Ciao, estate.

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mercoledì 5 agosto 2009

Come la colla

Circa due settimane fa, la postina ha suonato e ha chiesto che scendessi per firmare una raccomandata. Ho detto a Luna che sarei tornata subito, esattamente come faccio sempre.

Ma quella mattina iniziammo a parlare delle sue ferie, del mare quanto è bello, del giro che fa la mattina prima di arrivare da me, e mentre si stava arrivando a darsi consigli sull'abbronzatura, sentii una specie di verso di animale, come ferito, delle urla, per le scale.
Era Luna, che piangeva a dirotto per la paura. Non vedendomi tornare subito, aveva aperto la porta per raggiungermi, ma era scalza e dall'agitazione non aveva trovato le scarpe. La sua paura di perdermi si era aggiunta alla frustrazione di non poter scendere, così era crollata in un pianto isterico.

Inutile dire che quel giorno è stata incollata a me ogni minuto, come se fossimo ancora legate dal cordone ombelicale. Biascicava cose nei singhiozzi come "credevo mi avessi abbandonata", "volevi liberarti di me", poi tornando in sé, "magari ti eri persa e volevo aiutarti".
L'ho stretta a me forte, me la sono tenuta in braccio come un marsupio di venti chili per ore, l'ho accarezzata fino a che si è addormentata.

Credevo, ingenuamente, che sarebbe stato un episodio, un po' strano-un po' fragile, da ricordare. Credevo che, ripensandoci, mi sarei sentita in colpa ogni volta.
Ma lei, semplicemente, non ha più voluto che me ne dimenticassi.

Da allora, ogni giorno, è un continuo "controllo" della situazione. Mi chiama all'incirca venti volte al minuto se non mi vede. Non interessa se io sia solo nell'altra stanza, o dietro la parete, o appena spostata di lato. Lei vuole toccarmi.
Viene anche di notte a baciarmi, al buio. È come se la mamma fosse diventata lei. Mi chiede continuamente "cosa stai facendo", oppure "sei ancora lì?".

Diciamo che questo video di pochi secondi riassume quasi perfettamente la situazione di casa nostra, in queste settimane...
Sgroan.

Honest scrap: dieci cose che non sai di me

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Lidia e Claudia hanno pensato bene di coinvolgermi in questo giochetto, dove bisogna raccontare dieci cose di se stessi, per conoscersi meglio. Ci provo!

1. Mi piacciono i mercatini. Ci passerei le giornate.
2. Amo guidare e lo faccio senza paura, forse solo un po' troppo velocemente.
3. Sono stata bocciata al primo esame di guida perché non ho fatto passare un pedone. Da allora li faccio passare tutti.
4. Ogni giorno comprerei dei vestiti, ma non so più dove metterli. Idem per i libri.
5. Non mi piace stare ferma a prendere il sole, però vorrei essere abbronzata...
6. Sono gelosissima.
7. Ho l'abitudine di scrivere sms senza guardare la tastiera del telefono.
8. Mi capita spesso di provare nostalgia.
9. Vorrei arredare casa nei toni del bianco e blu, ma tendo a farmi impietosire da qualsiasi oggetto molto colorato (così ho sempre un caos).
10. Amo stendere al sole, sentendo il profumo della menta e del basilico sul balcone.

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Dovrei passare il gioco ad altre dieci persone, ma preferisco lasciarlo a chi passa di qua, a chi ha voglia di farlo.

Conditions of this award are: tell your readers 10 things about you that they may or may not know, but are true. Tag ten people with the award, and be sure to let them know they have been tagged (a quick comment on their blog will do). Don’t forget to link back to the blogger who tagged you.
Condizioni di questo premio sono: dite ai vostri lettori di 10 cose che si sappiano o meno di voi ma sono vere. Indicate dieci persone che hanno diritto al premio, e siate sicuri di far loro sapere che sono stati contrassegnati (un breve commento sul loro blog andrà bene ). Non dimenticate di collegarvi di nuovo al blogger che vi ha premiato.

martedì 4 agosto 2009

Piccole paure

Le dò un bacio nel tiepido buio della sua stanza.

"Buona notte nuni."
"Buona notte mamma... ma... Mamma?"
"Sì?"
"Io ho paura... Ho paura, quando sono qui a letto, che entrano i ladri e ti rubano!"
"A me? -rido- Ma come fanno a rubarmi? Figurati se rubano me, che sono grande e grossa!" Le faccio una carezza, mimando un fisico corpulentissimo e assolutamente al sicuro.
"Non è vero... I ladri sono tanto più alti e cattivi di una femminuccia dal cuore tenero come te..."

"..."

mercoledì 1 luglio 2009

I love Rimini

Avevo pensato, quest'anno non mi fregano più. Non parto a fine estate quando le zanzare ormai se ne stanno andando e bisogna indossare il maglioncino. Organizzo una settimanella di ferie a fine giugno, quando l'estate esplode, e il caldo si appiccica alla schiena, tanto vado al mare.

La sera prima della partenza ha iniziato a diluviare.
Che vuoi che sia, è un temporale estivo, mi sono detta. Ho infilato i quattro solari nuovi di zecca nel borsone, un pot pourri di canottiere e abitini, creme idratanti a bizzeffe per il dopo sole e sono partita.

Ha piovuto tutta la settimana, con radi intermezzi di nuvolaglia mista a sole malatissimo. Inutile dire che avevo portato una sola maglia con le maniche lunghe, e ho portato quella ogni giorno. Sopra quella, il giubbotto di jeans.

In una condizione del genere, chiunque si innervosirebbe. Uno aspetta le ferie tutto l'anno e quando vorrebbe finalmente stendersi al sole dopo cinque ore di macchina, farsi un bel bagno e rigenerarsi dallo stress, trova solo pioggia e freddo, vento a folate e umido ovunque.

Il tempo è stato davvero inclemente. Rimini però è stata generosa lo stesso.

Mi sono lasciata guidare dal profumo che c'è nell'aria. Dalle luci tenere e calde della sera, che ti prendono quasi per mano. Dall'odore di zucchero filato e marshmallows ad ogni angolo, dai fuochi d'artificio, dai mercatini etnici del pomeriggio tardo, dalle passeggiate sul lungo mare che ti fanno muovere le gambe per chilometri senza sentirti mai stanca.
Mi sono fatta trasportare dalla sabbia fredda piena di conchiglie e granchi. Ho guardato gli ombrelloni chiusi per il forte vento e non ho provato rabbia. Ho camminato a lungo senza meta, con una borsina in mano e la schiena china sui gusci vuoti, a guardare il mare che vive e che muore, il porto pieno di gabbiani e di cozze appigliate ai muretti, l'odore salmastro che mangia le narici, i campi di lavanda e di cicoria in fiore.

Ho sognato di saper ballare e di potermi unire agli infiniti gruppi di anziani che la sera, mani unite e piedi allegri, animano la città e le frazioni. Ho lasciato gli occhi sulla felicità di queste persone, che non vanno al mare per svernare, o per guarire. Ci vanno e ci restano per godersi la vita.
Cotonano i capelli, aggiustano la scollatura con collane, indossano pantaloni corti hawaiiani e cappellini blu. Hanno mani salde e gambe svelte, abbronzature selvagge e modi di parlare dolci e vischiosi come l'aria che respirano, che sa di buono e generoso, di amorevole.

Rimini cattura e lascia andare, come un pesce slamato bene. Ci si sente abbracciati.
Non c'è snobismo, non c'è altezzosità. Hai voglia di concederti tavolate di novità, i giornali neanche ti interessano, c'è troppo da fare, la vita ti ingloba. I bambini ridono tutti, la città è fatta per loro, salgono e scendono da giostrine, ritirano premi, si sfidano nelle sale giochi, hanno capelli sudati e appiccicosi e occhi da scoiattolo.

Le ragazze dondolano i fianchi su tacchi alti, i ragazzi si esibiscono in acrobazie dialettiche. Senti, la sera, l'aria che si gonfia di un'elettricità frenetica e vorresti tutto quello che non hai, come se Rimini non avesse problemi a darti tutto ciò che cerchi.

Trovi irresistibile anche sedersi su una panchina di legno, con in mano delle nocciole caramellate e lo sguardo un po' liquido, le gambe molli accavallate, per guardare la gente che passa. Compri assurdi portamonete paillettati perché ti sembra tutto fattibile, ti addormenti di colpo appena tocchi il letto senza neppure dire buonanotte, ti svegli con la voglia di croissant tatuata in fronte, anche se non lo mangi mai, anche se fino a ieri era la morte, anche se dovresti stare a dieta, ma qui è tutto più benevolo, Rimini perdona.

A succhiare ghiaccioli frizzanti e a provare occhiali da sole di tutti i colori e forme nei negozietti sul lungomare, ti senti una ragazzina, quasi adatta persino per portarne un paio a forma di cuore. Ti rendi conto che non sei più così giovane quando di notte, i ragazzi che regalano inviti per le discoteche neanche ti guardano e danno l'invito a quella dietro di te, e ti tocca elemosinare sconti nelle pensioni per le attrazioni per famiglie.
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I prezzi invitanti del pesce fresco, al mercato coperto.
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lunedì 22 giugno 2009

Buon compleanno, Luna!

Sembra che con il passare del tempo, i compleanni perdano un po' di luce. A un anno sono tutti pronti ad assalirti, piccola mia, con giochi, candele, filmati, torte di ogni calibro, e abbracci di mille persone. Sei la più bella, e non importa che tu non sappia ancora parlare, tutti ti vogliono, basta che punti il dito su qualcuno ed ecco che ci si sente miracolati, dice a me, dice a me, dimmi bambolina.

Quando si avvicinano i cinque, in genere si lascia un po' il posto ai più piccoli. La mamma però continua a prometterti il pomeriggio in piscina ogni anno, la torta gelato con il cucchiaino di cioccolato, le foto con le guance rosse, lo spegnimento delle candele che perdura decine di minuti, visto che a sentirti ridere non si finirebbe mai.

E ti alza al cielo comunque, come se fossi una coppa divina, ti mette il vestito più luminoso e ti porta in giro lasciando che sia tu a imbambolare chiunque con la storia del tuo compleanno! Sembra che giugno sia il mese più lungo dell'anno perché ogni giorno si contano disperatamente i minuti per arrivare a questa data, e quando siamo vicini-vicini, quasi non dormi più dall'euforia, lo dici anche nel sonno, compio cinque anni, sono diventata grande, il prossimo anno andrò a scuola.

Va da sé che per la mamma non sembra passato neanche un secondo da quando ti ha messo al mondo e vorrebbe ancora pulirti la testa umida con l'asciugamano caldo, come se fossi uscita or ora dal ventre. Ma questi cinque anni mi sembrano un prodigio incredibile: ti lasci tenere la mano con compostezza e dici cose che desidererei sentire da un adulto. Mi affascina il tuo modo di pensare indipendente, e sono fiera anche dei tuoi difetti, perché li porti avanti con baldanza.

Anche se tu pensi di essere sufficientemente grande, e se anche alle persone intorno non fai più l'effetto del cucciolo indifeso perché invece ti sai difendere benissimo, io so che sei sempre piccola.

Piccola e fantastica.

Auguri Luna.


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