Avevo pensato, quest'anno non mi fregano più. Non parto a fine estate quando le zanzare ormai se ne stanno andando e bisogna indossare il maglioncino. Organizzo una settimanella di ferie a fine giugno, quando l'estate esplode, e il caldo si appiccica alla schiena, tanto vado al mare.
La sera prima della partenza ha iniziato a diluviare.
Che vuoi che sia, è un temporale estivo, mi sono detta. Ho infilato i quattro solari nuovi di zecca nel borsone, un pot pourri di canottiere e abitini, creme idratanti a bizzeffe per il dopo sole e sono partita.
Ha piovuto tutta la settimana, con radi intermezzi di nuvolaglia mista a sole malatissimo. Inutile dire che avevo portato una sola maglia con le maniche lunghe, e ho portato quella ogni giorno. Sopra quella, il giubbotto di jeans.
In una condizione del genere, chiunque si innervosirebbe. Uno aspetta le ferie tutto l'anno e quando vorrebbe finalmente stendersi al sole dopo cinque ore di macchina, farsi un bel bagno e rigenerarsi dallo stress, trova solo pioggia e freddo, vento a folate e umido ovunque.
Il tempo è stato davvero inclemente. Rimini però è stata generosa lo stesso.
Mi sono lasciata guidare dal profumo che c'è nell'aria. Dalle luci tenere e calde della sera, che ti prendono quasi per mano. Dall'odore di zucchero filato e marshmallows ad ogni angolo, dai fuochi d'artificio, dai mercatini etnici del pomeriggio tardo, dalle passeggiate sul lungo mare che ti fanno muovere le gambe per chilometri senza sentirti mai stanca.
Mi sono fatta trasportare dalla sabbia fredda piena di conchiglie e granchi. Ho guardato gli ombrelloni chiusi per il forte vento e non ho provato rabbia. Ho camminato a lungo senza meta, con una borsina in mano e la schiena china sui gusci vuoti, a guardare il mare che vive e che muore, il porto pieno di gabbiani e di cozze appigliate ai muretti, l'odore salmastro che mangia le narici, i campi di lavanda e di cicoria in fiore.
Ho sognato di saper ballare e di potermi unire agli infiniti gruppi di anziani che la sera, mani unite e piedi allegri, animano la città e le frazioni. Ho lasciato gli occhi sulla felicità di queste persone, che non vanno al mare per svernare, o per guarire. Ci vanno e ci restano per godersi la vita.
Cotonano i capelli, aggiustano la scollatura con collane, indossano pantaloni corti hawaiiani e cappellini blu. Hanno mani salde e gambe svelte, abbronzature selvagge e modi di parlare dolci e vischiosi come l'aria che respirano, che sa di buono e generoso, di amorevole.
Rimini cattura e lascia andare, come un pesce slamato bene. Ci si sente abbracciati.
Non c'è snobismo, non c'è altezzosità. Hai voglia di concederti tavolate di novità, i giornali neanche ti interessano, c'è troppo da fare, la vita ti ingloba. I bambini ridono tutti, la città è fatta per loro, salgono e scendono da giostrine, ritirano premi, si sfidano nelle sale giochi, hanno capelli sudati e appiccicosi e occhi da scoiattolo.
Le ragazze dondolano i fianchi su tacchi alti, i ragazzi si esibiscono in acrobazie dialettiche. Senti, la sera, l'aria che si gonfia di un'elettricità frenetica e vorresti tutto quello che non hai, come se Rimini non avesse problemi a darti tutto ciò che cerchi.
Trovi irresistibile anche sedersi su una panchina di legno, con in mano delle nocciole caramellate e lo sguardo un po' liquido, le gambe molli accavallate, per guardare la gente che passa. Compri assurdi portamonete paillettati perché ti sembra tutto fattibile, ti addormenti di colpo appena tocchi il letto senza neppure dire buonanotte, ti svegli con la voglia di croissant tatuata in fronte, anche se non lo mangi mai, anche se fino a ieri era la morte, anche se dovresti stare a dieta, ma qui è tutto più benevolo, Rimini perdona.
A succhiare ghiaccioli frizzanti e a provare occhiali da sole di tutti i colori e forme nei negozietti sul lungomare, ti senti una ragazzina, quasi adatta persino per portarne un paio a forma di cuore. Ti rendi conto che non sei più così giovane quando di notte, i ragazzi che regalano inviti per le discoteche neanche ti guardano e danno l'invito a quella dietro di te, e ti tocca elemosinare sconti nelle pensioni per le attrazioni per famiglie.
I prezzi invitanti del pesce fresco, al mercato coperto.